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Stop al bullismo! - Progetti di prevenzione e riduzione dei fenomeni di bullismo

Dr.ssa Lucia Musci, Psicologa Psicoterapeuta (RM)

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Nel periodo che va da ottobre 2010 a maggio 2011 sono stati realizzati, in alcuni comuni della provincia di Roma, diversi progetti finalizzati alla prevenzione e riduzione dei fenomeni di bullismo (Che cosa è il bullismo?).
Gli interventi, realizzati in collaborazione con diverse Associazioni e Cooperative sociali del territorio (NovaRes, Reintras e Cooperativa3), hanno interessato gli studenti delle scuole secondarie di primo grado.
Gli incontri di formazione sono stati attivati in orario scolastico e realizzati in co-conduzione da un team di due psicologi.
Il percorso si è articolato secondo una strategia di intervento di tipo diretto, rivolta specificamente agli adolescenti, e di tipo indiretto, rivolta ai genitori ed agli insegnanti, allo scopo di:
1. Migliorare le competenze sociali degli studenti.
2. Promuovere un buon clima relazionale nelle classi.
3. Ridurre l’indifferenza degli adulti, delle vittime e degli astanti; scalfire l’onnipotenza dei bulli.
4. Favorire l’esplicitazione dei casi di bullismo, ridurre l’omertà.
5. Migliorare la collaborazione tra i docenti.
6. Rafforzare la relazione genitori-insegnanti.

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Bullismo: Che cos’è? Quanto è diffuso? Che cosa si può fare?

Dr.ssa Lucia Musci, Psicologa Psicoterapeuta (RM)

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Il bullismo consiste nel "far del male intenzionalmente e ripetutamente, sia fisicamente che con le parole, a qualcuno più debole o non in grado di difendersi" (da M. Di Pietro e M. Dacomo, Fanno i bulli, ce l'hanno con me...,Erickson, Trento, 2005).

Il fenomeno è caratterizzato principalmente da tre elementi:
1. la presenza di un bullo prepotente, che ritiene di poter dimostrare di essere un leader e di avere un potere proprio attraverso la sua aggressività e la paura che incute negli altri;
2. la presenza di una vittima, abituale bersaglio delle prepotenze e delle prevaricazioni del bullo;
3. la ripetitività degli atti di prevaricazione; nel bullismo, infatti, i gesti e i comportamenti del bullo non sono atti aggressivi occasionali e isolati, ma sono atti aggressivi ripetuti e, per di più, sempre nei confronti della stessa vittima.
(continua)

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