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Argomenti del Blog

Disturbo di Panico

Dr.ssa Sara Dell'Aria Burani, Psicologa Psicoterapeuta a Milano

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Parte 1: Attacco di panico e Agorafobia
Parte 2: Disturbo di Panico

Il Disturbo di Panico
Per Disturbo di Panico (DP) si intende il ricorrere di stati d’ansia acuti ad insorgenza improvvisa e di breve durata, tra loro molto differenti per intensità e manifestazioni neurovegetative. L’ansia anticipatoria, la preoccupazione per le conseguenze degli attacchi e i comportamenti difensivi sono gli aspetti su cui si organizza il DP. Gli episodi critici si associano quasi invariabilmente a manifestazioni ansiose persistenti ed alla paura di luoghi o situazioni nei quali può risultare difficile o imbarazzante fuggire rapidamente o essere aiutati. Di conseguenza, si tende ad evitare di uscire da soli, di recarsi in posti affollati, di viaggiare in macchina o sui mezzi pubblici, ecc. (Agorafobia) (Cassano, Panchieri & Pavan, 2002; Rovetto, 2003).
Chi soffre di un DP vive intensamente la propria sintomatologia così che, in terapia, è indispensabile effettuare un’attenta analisi delle modalità con cui si presenta il disturbo sul piano fisico, su quello cognitivo e, infine, comportamentale.

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“Connecting Generations!” – Insieme. Più connessi. Più sicuri – il Safer Internet Day 2012

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Psicologa Psicoterapeuta Lisbona

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Il Safer Internet Day è la giornata europea della sicurezza in rete, un’iniziativa istituita sette anni fa dalla Commissione Europea nell’ambito del Programma Safer Internet, al fine di promuovere un utilizzo sicuro e responsabile nei nuovi media tra i giovani. Quest’anno si è svolta il 7 febbraio (corrispondente al secondo giorno, della seconda settimana, del secondo mese dell’anno) e il tema è “Connecting generations!”, con l’obiettivo di incoraggiare ed incrementare un dialogo efficace tra adulti e bambini e/o adolescenti su questi temi. È la prima volta che questo evento viene celebrato in Italia; quest’anno è stato possibile grazie alla creazione di un comitato – il Comitato Consultivo del Centro Giovani On Line, che riunisce 50 organizzazioni attive nella tutela dei diritti online di bambini e adolescenti, tra cui istituzioni, società scientifiche, media, aziende ICT (Information and Communication Technologies) e di telefonia mobile, associazioni e università.
La giornata si è basata sullo slogan “Insieme. Più connessi. Più sicuri.”, diffuso attraverso uno spot di un minuto e con il coinvolgimento diretto e attivo di oltre 1.200 scuole in tutta Italia, il quale pone l’accento sul fatto che nonostante i genitori siano molto sensibili alle problematiche legate all’utilizzo di Internet da parte dei figli, restano molte zone d’ombra e incomprensioni, con una comunicazione fra generazioni che si dimostra spesso inefficace.
Segue il video realizzato dal Comitato Consultivo del Centro Giovani On Line, punto focale della campagna mediatica italiana del Safer Internet Day:

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Panico, Agorafobia e Disturbo di Panico: un’introduzione

Dr.ssa Sara Dell'Aria Burani, Psicologa Psicoterapeuta a Milano

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Parte 1: Attacco di panico e Agorafobia
Parte 2: Disturbo di Panico

L'attacco di panico
La parola “panico” identifica la più pura, semplice e intensa manifestazione di paura. Un attacco di panico inizia improvvisamente, raggiunge rapidamente l’apice e non si protrae per non più di una ventina di minuti poiché l’uomo non ha le energie fisiche per farlo durare più a lungo e per tale ragione al termine dell’attacco di panico ci si sente spossati, come intontiti, e si entra in un periodo refrattario in cui è impossibile che si sviluppi un altro attacco.

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Whitney Houston: combinazione mortale di alcool e psicofarmaci

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Psicologa Psicoterapeuta Lisbona

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La morte di Whitney Houston, pochi giorni fa, ha scosso tutti. Chi come me, nato negli anni ’80 ha sognato incollato allo schermo televisivo in attesa di quel bacio in “Guardia del corpo”, ha ballato senza inibizioni seguendo le note dirompenti di “I wanna dance with somebody” e ha dedicato agli amori adolescenziali “I will always love you”, non può che aver sentito una stretta al cuore a seguito della notizia. Ci mancherà Whitney, ci mancheranno la sua voce profonda e pulita, la sua bellezza e il suo sorriso sulle scene, sempre smagliante.
Scrivo questo perché la morte di Whitney Houston apre, nuovamente, l’ennesima riflessione su un argomento a me molto vicino: il polydrug use, e, nel caso di Whitney, l’abuso congiunto di alcool e psicofarmaci.
Mentre scrivo, l’autopsia non è ancora stata eseguita, o per lo meno i risultati non sono ancora a disposizione dei
media. Tuttavia, leggo su vari quotidiani online, italiani e stranieri, che Whitney sembra essere morta per annegamento nella vasca da bagno di un hotel di Beverly Hills, a seguito di una perdita di conoscenza provocata dall’assunzione di Xanax e una massiccia dose di alcool.
Xanax + Alcool = un mix, fortunatamente non sempre fatale, ma che generalmente ha l’effetto di indurre il soggetto a perdere conoscenza.

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Suicidio. Aspetti epidemiologici e psicologici di un’emergenza psichiatrica.

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Psicologa Psicoterapeuta Lisbona

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Negli ultimi anni, il tema del suicidio sta ricevendo un’attenzione costantemente crescente in tutto il mondo, con molte nazioni impegnate a sviluppare programmi di prevenzione al fine di ridurre quest’epidemia globale (Lancet, 2009). L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima circa 1 milione di morti per suicidio annue e lo riporta tra le 20 principali cause globali di morte (WHO, 2012).
I tassi di suicidio variano considerabilmente da nazione a nazione e, probabilmente, non tutte le morti vengono registrate e riportate in maniera omogenea e veritiera (in Cina, ad esempio, si ritiene che il numero di suicidi sia sottostimato per questioni economiche). In Europa, attualmente si riscontrano percentuali maggiori nei paesi del nord-est rispetto a quelli del sud. Un’idea generale di quanto questo comportamento sia diffuso a livello globale, ce la da’ l’immagine sottostante (WHO, 2012).

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È importante tenere in considerazione che il comportamento suicida non è mai la conseguenza di una singola causa o di un singolo fattore di stress, ma numerosi fattori biologici, psicologici e sociali intercorrono tra loro.

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"Mi ritiro..." - La triste realtà dei giovani Hikikomori

Dr.ssa Lucia Musci, Psicologa Psicoterapeuta Roma


(Kingston University, 2008)

Hikikomori” (letteralmente “mi ritiro”) è il termine utilizzato per la prima volta dallo psichiatra Tamaki Saito (direttore del Sofukai Sasaki Hospital di Tokyo) per indicare una particolare sindrome che colpisce l’1% della popolazione giapponese (circa un milione di ragazzi!) e che rappresenta oggi uno dei più importanti problemi sociosanitari del Giappone.

Gli “Hikikomori” sono ragazzi (la maggior parte di sesso maschile) che a un certo momento della loro vita, apparentemente senza un motivo ben preciso, decidono di auto recludersi nella loro stanza che da quel momento in poi diventerà inaccessibile alla famiglia. La volontaria reclusione può durare mesi o anni e si caratterizza per un’immersione nelle realtà virtuali di internet, tv digitale e videogiochi manga.
Questi eremiti tecnologici limitano così in modo assoluto i contatti con l’esterno, spesso ordinano pasti e ciò che serve loro via internet, ritirano poi furtivamente il vassoio con il cibo o la biancheria per il cambio, badando bene di evitare qualsiasi contatto visivo con i genitori.

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Centri Psico-Sociali (CPS) - Centri per la Salute Mentale

Dr.ssa Sara Dell'Aria Burani, Psicologa Psicoterapeuta a Milano

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Scarica elenco dei CPS:
- Milano
-
Provincia di Milano


Che cosa sono?

I Centri Psico Sociali (C.P.S.) dipendono dalle Aziende Ospedaliere e fanno capo alle Unità Operative Psichiatriche per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle malattie mentali. Il C.P.S. è quindi la struttura deputata alle attività ambulatoriali psichiatriche e psicoterapeutico, le psicoterapie individuali, di gruppo e famigliari, le cure a domicilio, i programmi di riabilitazione individuale e di gruppo e gli interventi nelle situazioni di crisi. Il personale del C.P.S. si occupa inoltre del coordinamento e dell’attivazione di interventi domiciliari e sul territorio.

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Voice-out! Un progetto nelle scuole per combattere l'omofobia

Dr.ssa Lucia Musci, Psicologa Psicoterapeuta Roma

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È partito a metà novembre “Voice OUT!” del Progetto NISO (finanziato dalla Unione Europea, patrocinato dalla Provincia di Roma e che vede tra i partner l’Arcigay Roma).
Il progetto coinvolgerà gli studenti delle scuole di quattro Paesi europei (Belgio, Olanda, Estonia e Italia) nella simulazione di una vera e propria campagna elettorale contro le discriminazioni verso le persone gay, lesbiche e trans.

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Voice-out! Video

Di seguito il video che i ragazzi del liceo Socrate hanno realizzato per convincere gli studenti della loro scuola a partecipare “Voice OUT!” (Fuori la voce!) del Progetto NISO (finanziato dalla Unione Europea, patrocinato dalla Provincia di Roma e che vede tra i partner l’Arcigay Roma).
Nei prossimi mesi, la
Dr.ssa Lucia Musci (Network LMP) sarà personalmente coinvolta nella formazione degli studenti del Liceo Giordano Bruno di Roma e ci terrà aggiornati.

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