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Argomenti del Blog

Le benzodiazepine: amiche, nemiche, amanti. Parte 3 - Effetti collaterali e sintomi d'astinenza

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Lisbona

BDZ, benzodiazepine, ansiolitici, psicofarmaci, farmaci

Quali sono i principali effetti collaterali delle benzodiazepine?

Gli effetti che la maggior parte delle benzodiazepine (BDZ) esercita sull’organismo solitamente scompaiono entro alcune ore. Tuttavia, finché i farmaci sono presenti nel corpo, continuano ad esercitare effetti molto sottili che possono evidenziarsi durante l’assunzione continuativa o possono insorgere sotto forma di sintomi da astinenza, quando si diminuisce il dosaggio o quando si interrompe l’assunzione del farmaco (vedi qui sotto, 'Quali sono i sintomi da astinenza dalle BDZ?).

Tra gli effetti collaterali più comuni delle BZD ritroviamo:
- Eccessiva sedazione: sonnolenza, difficoltà di concentrazione, mancanza di coordinamento, debolezza muscolare, capogiri e confusione mentale; quando le BZD vengono assunte di sera per favorire il sonno, la sedazione può persistere anche il giorno successivo (in particolare se si assumono BZD ad emivita lunga) (vedi
'Le benzodiazepine: quali benzodiazepine si consumano in Italia?').
- Danni alla memoria: deterioramento della capacità di acquisire nuove informazioni (in parte per la mancanza di concentrazione ed attenzione), deficit della memoria episodica, ovvero nel ricordo di avvenimenti recenti, delle circostanze in cui essi si sono verificati e della sequenza in cui sono accaduti (per questo motivo vengono utilizzate in modo terapeutico come premeditazione prima di operazioni chirurgiche).

Altri effetti, conseguenti soprattutto all’assunzione prolungata, possono essere:
- Effetti stimolanti paradossali: talvolta le BZD provocano eccitamento paradossale con incremento dell’ansia, insonnia, incubi, allucinazioni nella fase iniziale del sonno, irritabilità, comportamento iperattivo o aggressivo ed un aggravamento degli attacchi nei pazienti epilettici.
- Depressione e ottundimento emotivo: le BZD possono sia provocare (soprattutto in pazienti alcolisti o assuefatti da barbiturici) sia aggravare la depressione, forse in conseguenza del fatto che riducono la produzione nel cervello di neurotrasmettitori quali la serotonina e la noradrenalina (vedi '
Le benzodiazepine: che cosa sono e come funzionano'). Inoltre, l’incapacità di provare piacere è un sintomo comune lamentato da coloro che fanno uso prolungato di BZD, probabilmente dovuto all’effetto inibitorio che esse svolgono sui processi nei centri ‘emotivi’ del cervello.
- Tolleranza: l’assunzione prolungata sviluppa tolleranza a molti degli effetti delle BZD; la dose iniziale di farmaco a poco a poco ha meno effetto ed è necessario assumere una dose più alta per riuscire ad ottenere l’effetto iniziale. La tolleranza agli effetti ipnotici si presenta rapidamente (l’architettura del sonno e l’attività onirica ritornano ai livelli che avevano prima del trattamento dopo alcune settimane di uso continuativo di BZD), quella agli effetti ansiolitici si sviluppa invece più lentamente, portando poi a sintomi da astinenza anche senza sospendere l’assunzione.
- Dipendenza: le BZD sono potenzialmente farmaci che producono assuefazione; la dipendenza psicologica e quella fisica possono instaurarsi entro alcune settimane o mesi dall’uso continuativo o ripetuto. Può svilupparsi più velocemente dipendenza (dopo uno o due mesi di utilizzo) in pazienti che assumono elevati dosaggi di BZD ad alta potenza (ad esempio, l’Alprazolam – Xanax) rispetto a quelli che assumono bassi dosaggi di BZD ad emivita lunga ma di bassa potenza (ad esempio il Clordiazepossido – Librium);

Effetti collaterali delle benzodiazepine negli anziani e nelle donne in gravidanza
Vi sono, inoltre, specifici effetti collaterali delle BZD in popolazioni specifiche quali gli anziani e le donne incinte.
Gli anziani sono più sensibili dei giovani agli effetti depressivi che le BZD hanno sul SNC poiché metabolizzano i farmaci in modo meno efficiente e gli effetti del farmaco durano più a lungo, con frequente accumulazione. Questi farmaci possono così causare:
- confusione;
- deambulazione notturna;
- amnesia;
- atassia (perdita di equilibrio);
- effetti tipici della ‘sbornia’;
- ‘pseudodemenza’ (effetti talvolta attribuiti erroneamente alla malattia di Alzheimer).

Per quanto riguarda gli effetti indesiderati delle BZD in gravidanza, è importante sottolineare che le BZP attraversano la barriera della placenta e, se vengono assunte, anche in dosi terapeutiche, in modo continuativo durante il primo trimestre di gravidanza, possono intaccare la crescita fetale intrauterina e ritardare lo sviluppo cerebrale del feto. Se assunte nell’ultima parte della gravidanza, invece, possono causare complicazioni nel neonato (ad esempio, causare la ‘floppy infant syndrome’ nelle prime settimane di vita, con mancanza di tono muscolare, eccessiva sedazione ed incapacità di succhiare).

Quali sono i sintomi da astinenza dalle BZD?
Si è già detto che alcune persone che assumono BZD da molto tempo possono sviluppare sintomi da astinenza anche quando sono ancora sotto cura e continuano l’assunzione delle stesse. Tuttavia, le persone che solitamente manifestano sintomi severi di astinenza da BZD sono coloro che hanno ridotto troppo velocemente la dose del farmaco, dopo averlo assunto costantemente anche per pochi mesi.
La mancanza di spiegazioni su questi sintomi spesso aumenta lo stato di tensione e suscita molte paure (un pensiero comune è: “Sto diventando matto ? ” ) che aumentano la severità dei sintomi, instaurando spesso circoli viziosi disfunzionali. In generale, le reazioni da astinenza consistono in un’immagine speculare degli effetti iniziali del farmaco (vedi '
Le benzodiazepine: che cosa sono e come funzionano'), poiché rimangono bruscamente scoperti i meccanismi di adattamento che hanno avuto luogo nel Sistema Nervoso in risposta alla presenza cronica del farmaco. Di conseguenza, quasi tutti i sintomi acuti provocati dall’astinenza sono quelli legati all’ansia: nervosismo, irrequietezza, disturbi del sonno, attacchi di panico, agorafobia, depersonalizzazione, derealizzazione, allucinazioni e/o percezioni distorte, mancanza di attenzione e concentrazione, ricordi intrusivi, pensieri ossessivi e/o paranoici (sintomi psicologici); mal di testa, tensioni muscolari, palpitazioni, intorpidimento, spossatezza, tremori, capogiri, sensazione di svenimento, equilibrio imperfetto, acufeni, ipersensibilità, disturbi gastrointestinali, eccessiva sudorazione, secchezza delle fauci, percezione inusuale di odori e sapori (sintomi fisici).

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Lisbona
LE BENZODIAZEPINE: AMICHE, NEMICHE, AMANTI


Referenze:
- Ashton C.H. (2002) Benzodiazepines: How They Work and How to Withdraw. Disponibile su: http://www.benzo.org.uk/manual/contents.htm
- EMCDDA (2011) Benzodiazepines, Drug Profiles. Disponibile su:
http://www.emcdda.europa.eu/publications/drug-profiles/benzodiazepine
- Longo L.P., Johnson B. (2000) Addiction: Part I. Benzodiazepines – Side Effects, Abuse Risk and Alternatives, American Family Physician, 61(7): 2121-8
- National Institute on Drug Abuse (2009) NIDA InfoFacts: Prescription and over-the-counter medications. Disponibile su:
http://www.drugabuse.gov/Infofacts/PainMed.html
- Rapporto OSMED (2010) L’uso dei Farmaci in Italia. Rapporto Nazionale anno 2009, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma. Disponibile su:
http://www.agenziafarmaco.it
- Substance Abuse and Mental Health Services Administration (2011) The TEDS Report: Substance Abuse Treatment Admissions for Abuse of Benzodiazepines, Rockville,MD. Disponibile su:
http://oas.samhsa.gov