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Suicidio. Aspetti epidemiologici e psicologici di un’emergenza psichiatrica.

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Psicologa Psicoterapeuta Lisbona

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Negli ultimi anni, il tema del suicidio sta ricevendo un’attenzione costantemente crescente in tutto il mondo, con molte nazioni impegnate a sviluppare programmi di prevenzione al fine di ridurre quest’epidemia globale (Lancet, 2009). L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima circa 1 milione di morti per suicidio annue e lo riporta tra le 20 principali cause globali di morte (WHO, 2012).
I tassi di suicidio variano considerabilmente da nazione a nazione e, probabilmente, non tutte le morti vengono registrate e riportate in maniera omogenea e veritiera (in Cina, ad esempio, si ritiene che il numero di suicidi sia sottostimato per questioni economiche). In Europa, attualmente si riscontrano percentuali maggiori nei paesi del nord-est rispetto a quelli del sud. Un’idea generale di quanto questo comportamento sia diffuso a livello globale, ce la da’ l’immagine sottostante (WHO, 2012).

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È importante tenere in considerazione che il comportamento suicida non è mai la conseguenza di una singola causa o di un singolo fattore di stress, ma numerosi fattori biologici, psicologici e sociali intercorrono tra loro.

Fattori psicologici maggiormente incisivi

Gli studi di letteratura mostrano che disturbi psichiatrici più e meno gravi sembrano essere stati diagnosticati nel 90% delle persone che si tolgono la vita e sono considerati un fattore di rischio considerevole – in grado di aumentare il rischio di suicidio fino al 70% (Cavanagh et al., 2003). Tra di essi, i disturbi dell’umore sono i più comunemente riscontati, seguiti dalla dipendenza da sostanze (soprattutto l’alcool) e dalla schizofrenia. È stato inoltre dimostrato che la comorbilità tra due o più disturbi aumenta di gran lunga il rischio di suicidio.

Disturbi dell’umore

Nel mondo, più della metà delle persone che si tolgono la vita soddisfa i criteri della diagnosi di depressione maggiore (Coryell e Young, 2005); inoltre, circa il 4% delle persone depresse muore a seguito di un suicidio e il rischio è maggiore nei maschi e nelle persone ospedalizzate (soprattutto se a seguito di comportamenti di tentato suicidio). Possono essere considerati predittori clinici di suicidio in persone depresse: alti livelli di disperazione e senso di inutilità, persistente ideazione suicidaria e precedenti tentativi di suicidio – anche se, spesso il suicidio riesce al primo tentativo, soprattutto quando associato ad abuso di alcool e tratti di personalità impulsivo-aggressivi (McGirr et al., 2008).
Restando nell’ambito dei disturbi dell’umore, alcune ricerche illustrano che il 10-15% dei pazienti con disturbo bipolare si uccidono (Hawton et al., 2005a). In questo disturbo, i fattori di rischio comprendono comportamenti autolesivi, storia familiare di suicidio, insorgenza precoce e severità crescente del disturbo, sintomi depressivi gravi, rapidi cambiamenti del tono dell’’umore, comorbilità psichiatrica con altri disturbi e abuso di alcool o droghe.

Schizofrenia

Ricerche recenti suggeriscono che il rischio di suicidio nei soggetti schizofrenici sia stimato intorno al 4-5%, con un aumento significativo se il disturbo insorge precocemente (Hawton et al., 2005b). Anche in questo caso, i rischi sembrano essere associati, più che ai sintomi positivi della schizofrenia (allucinazioni e deliri), ai sintomi depressivi e affettivi, quali agitazione, senso di inutilità e di impotenza, mancanza di valore, e disperazione. Altri fattori includono l’uso di sostanze, lutti o perdite recenti e la non aderenza al trattamento (farmacologico e psicologico).

Alcolismo

L’abuso di alcool, ma soprattutto la dipendenza da questa sostanza è associata al rischio di suicidio: la severità del disturbo, tratti di personalità aggressivi, impulsività e il senso di disperazione sembrano essere fattori predisponenti (Conner e Duberstein, 2004). I fattori precipitanti principali sono, in questi soggetti, il presentarsi di sintomi depressivi marcati ed eventi di vita stressanti, in particolare la rottura di legami affettivi.


Dr.ssa Manuela Pasinetti, Lisbona


Riferimenti bibliografici
-
Hawton K., van Herringen K. Suicide. Lancet 2009, 373:1372-81.
- WHO | Mental Health | Suicide prevention 2012 -
http://www.who.int/mental_health/prevention/en/
- Cavanagh JTO, Carson AJ, Sharpe M, Lawrie SM. Psychological autopsy studies of suicide: a systematic review.
Psychol Med 2003; 33: 395–405.
- Coryell W, Young EA. Clinical predictors of suicide in primary major depressive disorder.
J Clin Psychiatry 2005; 66: 412–17.
-McGirr A, Renaud J, Bureau A, et al. Impulsive-aggressive behaviours and completed suicide across the life cycle: a predisposition for younger age of suicide.
Psychol Med 2008; 38: 407–17.
- Hawton K, Sutton L, Haw C, et al. Suicide and attempted suicide in bipolar disorder: a systematic review of risk factors.
J Clin Psychiatry 2005a; 66: 693–704.
- Hawton K, Sutton L, Haw C, et al. Schizophrenia and suicide: a systematic review of risk factors.
Br J Psychiatry 2005b; 187: 9–20.
-Conner KR, Duberstein PR. Predisposing and precipitating factors for suicide among alcoholics: empirical review and conceptual integration.
Alcohol Clin Exp Res 2004; 28: 6S–17S.