Bullismo: Che cos’è? Quanto è diffuso? Che cosa si può fare?
Dr.ssa Lucia Musci, Psicologa Psicoterapeuta (RM)

Il bullismo consiste nel "far del male intenzionalmente e ripetutamente, sia fisicamente che con le parole, a qualcuno più debole o non in grado di difendersi" (da M. Di Pietro e M. Dacomo, Fanno i bulli, ce l'hanno con me...,Erickson, Trento, 2005).
Il fenomeno è caratterizzato principalmente da tre elementi:
1. la presenza di un bullo prepotente, che ritiene di poter dimostrare di essere un leader e di avere un potere proprio attraverso la sua aggressività e la paura che incute negli altri;
2. la presenza di una vittima, abituale bersaglio delle prepotenze e delle prevaricazioni del bullo;
3. la ripetitività degli atti di prevaricazione; nel bullismo, infatti, i gesti e i comportamenti del bullo non sono atti aggressivi occasionali e isolati, ma sono atti aggressivi ripetuti e, per di più, sempre nei confronti della stessa vittima. (continua)
1. IL BULLO, colui o colei che compie le prevaricazioni;
2. LA VITTIMA, colui o colei che subisce le prevaricazioni;
3. GLI AIUTANTI DEL BULLO, coloro che contribuiscono alla messa in atto delle prevaricazioni ideate dal bullo;
4. GLI OSSERVATORI, tutti coloro che pur limitandosi ad osservare le prevaricazioni, con la loro azione omissiva rinforzano la prepotenza;
5. I DIFENSORI DELLA VITTIMA, coloro che aiutano attivamente la vittima (anche solo rivolgendosi agli adulti), o la consolano e confortano.
Se ci basiamo sulle statistiche realizzate nelle scuole, i dati relativi al fenomeno sono davvero impressionanti: nelle scuole secondarie di I° grado, il 30,4% degli studenti dichiara di aver subito atti di bullismo; nelle scuole secondarie di I° grado il 34,1% degli studenti dichiara di aver commesso atti di bullismo. Non sembrano esserci grandi differenza tra maschi e femmine.
Il bullismo spesso si genera e perpetua sin dall'età più precoce del sistema scolastico. Anche se non tutti gli atti di bullismo avvengono nella scuola, questo è senza dubbio l'ambiente dove più facilmente si possono osservare, contrastare ma soprattutto prevenire!
Spesso gli insegnanti si interessano al fenomeno delle prepotenze solo quando si trovano di fronte all’emergenza e cercano strumenti per affrontarla.
Il problema che invece ci si dovrebbe porre è come evitare le emergenze, quali strategie usare per capire in tempo ciò che sta succedendo e creare le condizioni per prevenire o diminuire il danno e la sofferenza.
L’ Organizzazione Mondiale della Sanità ha fornito una serie di indicazioni per favorire, durante il periodo dell’infanzia e dell’adolescenza, lo sviluppo delle competenze (skills) emozionali e relazionali, necessarie per gestire efficacemente le proprie relazioni interpersonali e per prevenire, dunque, comportamenti a rischio nel campo della salute e fenomeni di allarme sociale.
L’acquisizione di tali competenze costituisce il presupposto indispensabile per prevenire episodi di disagio all’interno del gruppo classe e per promuovere il benessere personale e sociale.
E’ a partire da queste considerazioni che, in collaborazione con diverse Associazioni e Cooperative di Roma (NovaRes, Reintras e Cooperativa3), sono stati realizzati una serie di interventi di prevenzione e riduzione del fenomeno in diversi comuni della Provincia di Roma (Anzio, Riano, Castelnuovo di Porto e XI Municipio). Di questa iniziativa, vi racconterò nel prossimo articolo: Stop al bullismo! - Progetti di prevenzione e riduzione dei fenomeni di bullismo.
Dr.ssa Lucia Musci, Psicologa Psicoterapeuta (RM)
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