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Argomenti del Blog

Le benzodiazepine: amiche, nemiche, amanti, Parte 1: Che cosa sono e come funzionano

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Lisbona

BDZ, benzodiazepine, ansiolitici, psicofarmaci, farmaci

Che cosa sono le Benzodiazepine?

Le benzodiazepine (BZD), comunemente chiamate ansiolitici, rappresentano una classe di farmaci che agiscono sul Sistema Nervoso Centrale (SNC) con proprietà ansiolitiche (attenuano gli stati d’ansia e la tensione nervosa), ipno-inducenti (favoriscono il sonno), miorilassanti (rilassano i muscoli), anticonvulsivanti (arrestano attacchi e convulsioni) ed amnesiche (riducono la memoria a breve termine).
Pochi farmaci possono competere con le BZD in termini di efficacia, immediatezza dell’azione e bassa tossicità acuta. Se utilizzate per un breve periodo, le BZD possono infatti essere di aiuto in una vasta gamma di disturbi clinici: ad esempio, in quanto ansiolitici, sembrerebbero essere la scelta più logica nel trattamento dei
disturbi d’ansia e nella fase iniziale del trattamento dei disturbi depressivi. Tuttavia, la loro somministrazione protratta nel tempo non solo non è efficace, ma presenta svariati effetti collaterali (Per saperne di più, 'Effetti collaterali e sintomi d'astinenza').

Come funzionano?
Tutte le BZD agiscono aumentando l’azione dell’acido gamma-aminobutirico (GABA), una sostanza chimica naturale del cervello. Il GABA, essendo un neurotrasmettitore inibitorio del SNC, responsabile nella regolazione dell’eccitabilità neuronale di tutto il Sistema Nervoso, ha un potere generico calmante sul cervello: esso è, in un certo senso, il tranquillante e il sonnifero naturale di cui dispone l’organismo. Le BZD, legandosi ad uno specifico recettore del GABA (il GABA-A), potenziano i suoi effetti inibitori, diminuendo la produzione nel cervello dei neurotrasmettitori eccitatori (compresi noradrenalina, serotonina, acetilcolina e dopamina); tale azione determina effetti sedativi e ansiolitici.

Perché un articolo sulle Benzodiazepine?
La decisione di parlare delle BZD, di illustrarne gli effetti e la tipologia di consumo in Italia si deve alla constatazione che, negli ultimi anni, è incrementato notevolmente il loro uso ricreazionale, il quale sta diventando un problema sempre più grave a livello mondiale. Le BZD, in qualità di sostanze d’abuso, vengono assunte solo sporadicamente da sole e, più frequentemente, in concomitanza con altre droghe. Un’alta proporzione dei cosiddetti polydrug users (coloro che assumono svariate droghe), infatti, consumano BZD per aumentare lo stato di eccitazione conseguente all’uso di altre sostanze, specialmente gli oppiacei e il metadone, e per alleviare i
sintomi da astinenza, soprattutto da barbiturici, oppiacei, cocaina, amfetamine e alcool. In questo contesto di abuso, le BZP vengono assunte generalmente per via orale, spesso in dosi molto più elevate di quelle utilizzate a livello terapeutico, ma anche per via endovenosa, con la conseguente propensione a sviluppare un alto grado di tolleranza e dipendenza, sebbene in alcuni casi siano usate in modo intermittente.

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Lisbona


LE BENZODIAZEPINE: AMICHE, NEMICHE, AMANTI


Referenze:
-Ashton C.H. (2002) Benzodiazepines: How They Work and How to Withdraw. Disponibile su: http://www.benzo.org.uk/manual/contents.htm
-EMCDDA (2011) Benzodiazepines, Drug Profiles. Disponibile su:
http://www.emcdda.europa.eu/publications/drug-profiles/benzodiazepine
-Longo L.P., Johnson B. (2000) Addiction: Part I. Benzodiazepines – Side Effects, Abuse Risk and Alternatives, American Family Physician, 61(7): 2121-8
-National Institute on Drug Abuse (2009) NIDA InfoFacts: Prescription and over-the-counter medications. Disponibile su:
http://www.drugabuse.gov/Infofacts/PainMed.html
-Rapporto OSMED (2010) L’uso dei Farmaci in Italia. Rapporto Nazionale anno 2009, Il Pensiero Scientifico Editore, Roma. Disponibile su:
http://www.agenziafarmaco.it
-Substance Abuse and Mental Health Services Administration (2011) The TEDS Report: Substance Abuse Treatment Admissions for Abuse of Benzodiazepines, Rockville,MD. Disponibile su:
http://oas.samhsa.gov