Whitney Houston: combinazione mortale di alcool e psicofarmaci

Scrivo questo perché la morte di Whitney Houston apre, nuovamente, l’ennesima riflessione su un argomento a me molto vicino: il polydrug use, e, nel caso di Whitney, l’abuso congiunto di alcool e psicofarmaci.
Mentre scrivo, l’autopsia non è ancora stata eseguita, o per lo meno i risultati non sono ancora a disposizione dei media. Tuttavia, leggo su vari quotidiani online, italiani e stranieri, che Whitney sembra essere morta per annegamento nella vasca da bagno di un hotel di Beverly Hills, a seguito di una perdita di conoscenza provocata dall’assunzione di Xanax e una massiccia dose di alcool.
Xanax + Alcool = un mix, fortunatamente non sempre fatale, ma che generalmente ha l’effetto di indurre il soggetto a perdere conoscenza. Leggi tutto...
Suicidio. Aspetti epidemiologici e psicologici di un’emergenza psichiatrica.

Negli ultimi anni, il tema del suicidio sta ricevendo un’attenzione costantemente crescente in tutto il mondo, con molte nazioni impegnate a sviluppare programmi di prevenzione al fine di ridurre quest’epidemia globale (Lancet, 2009). L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima circa 1 milione di morti per suicidio annue e lo riporta tra le 20 principali cause globali di morte (WHO, 2012).
I tassi di suicidio variano considerabilmente da nazione a nazione e, probabilmente, non tutte le morti vengono registrate e riportate in maniera omogenea e veritiera (in Cina, ad esempio, si ritiene che il numero di suicidi sia sottostimato per questioni economiche). In Europa, attualmente si riscontrano percentuali maggiori nei paesi del nord-est rispetto a quelli del sud. Un’idea generale di quanto questo comportamento sia diffuso a livello globale, ce la da’ l’immagine sottostante (WHO, 2012).

È importante tenere in considerazione che il comportamento suicida non è mai la conseguenza di una singola causa o di un singolo fattore di stress, ma numerosi fattori biologici, psicologici e sociali intercorrono tra loro.
Leggi tutto..."Mi ritiro..." - La triste realtà dei giovani Hikikomori
(Kingston University, 2008)
Gli “Hikikomori” sono ragazzi (la maggior parte di sesso maschile) che a un certo momento della loro vita, apparentemente senza un motivo ben preciso, decidono di auto recludersi nella loro stanza che da quel momento in poi diventerà inaccessibile alla famiglia. La volontaria reclusione può durare mesi o anni e si caratterizza per un’immersione nelle realtà virtuali di internet, tv digitale e videogiochi manga.
Questi eremiti tecnologici limitano così in modo assoluto i contatti con l’esterno, spesso ordinano pasti e ciò che serve loro via internet, ritirano poi furtivamente il vassoio con il cibo o la biancheria per il cambio, badando bene di evitare qualsiasi contatto visivo con i genitori.
Centri Psico-Sociali (CPS) - Centri per la Salute Mentale
Scarica elenco dei CPS: Che cosa sono?
- Milano
- Provincia di Milano
I Centri Psico Sociali (C.P.S.) dipendono dalle Aziende Ospedaliere e fanno capo alle Unità Operative Psichiatriche per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle malattie mentali. Il C.P.S. è quindi la struttura deputata alle attività ambulatoriali psichiatriche e psicoterapeutico, le psicoterapie individuali, di gruppo e famigliari, le cure a domicilio, i programmi di riabilitazione individuale e di gruppo e gli interventi nelle situazioni di crisi. Il personale del C.P.S. si occupa inoltre del coordinamento e dell’attivazione di interventi domiciliari e sul territorio.
Voice-out! Un progetto nelle scuole per combattere l'omofobia
.
È partito a metà novembre “Voice OUT!” del Progetto NISO (finanziato dalla Unione Europea, patrocinato dalla Provincia di Roma e che vede tra i partner l’Arcigay Roma).
Il progetto coinvolgerà gli studenti delle scuole di quattro Paesi europei (Belgio, Olanda, Estonia e Italia) nella simulazione di una vera e propria campagna elettorale contro le discriminazioni verso le persone gay, lesbiche e trans.