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Argomenti del Blog

Whitney Houston: combinazione mortale di alcool e psicofarmaci

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Psicologa Psicoterapeuta Lisbona

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La morte di Whitney Houston, pochi giorni fa, ha scosso tutti. Chi come me, nato negli anni ’80 ha sognato incollato allo schermo televisivo in attesa di quel bacio in “Guardia del corpo”, ha ballato senza inibizioni seguendo le note dirompenti di “I wanna dance with somebody” e ha dedicato agli amori adolescenziali “I will always love you”, non può che aver sentito una stretta al cuore a seguito della notizia. Ci mancherà Whitney, ci mancheranno la sua voce profonda e pulita, la sua bellezza e il suo sorriso sulle scene, sempre smagliante.
Scrivo questo perché la morte di Whitney Houston apre, nuovamente, l’ennesima riflessione su un argomento a me molto vicino: il polydrug use, e, nel caso di Whitney, l’abuso congiunto di alcool e psicofarmaci.
Mentre scrivo, l’autopsia non è ancora stata eseguita, o per lo meno i risultati non sono ancora a disposizione dei
media. Tuttavia, leggo su vari quotidiani online, italiani e stranieri, che Whitney sembra essere morta per annegamento nella vasca da bagno di un hotel di Beverly Hills, a seguito di una perdita di conoscenza provocata dall’assunzione di Xanax e una massiccia dose di alcool.
Xanax + Alcool = un mix, fortunatamente non sempre fatale, ma che generalmente ha l’effetto di indurre il soggetto a perdere conoscenza.

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Suicidio. Aspetti epidemiologici e psicologici di un’emergenza psichiatrica.

Dr.ssa Manuela Pasinetti, Psicologa Psicoterapeuta Lisbona

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Negli ultimi anni, il tema del suicidio sta ricevendo un’attenzione costantemente crescente in tutto il mondo, con molte nazioni impegnate a sviluppare programmi di prevenzione al fine di ridurre quest’epidemia globale (Lancet, 2009). L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima circa 1 milione di morti per suicidio annue e lo riporta tra le 20 principali cause globali di morte (WHO, 2012).
I tassi di suicidio variano considerabilmente da nazione a nazione e, probabilmente, non tutte le morti vengono registrate e riportate in maniera omogenea e veritiera (in Cina, ad esempio, si ritiene che il numero di suicidi sia sottostimato per questioni economiche). In Europa, attualmente si riscontrano percentuali maggiori nei paesi del nord-est rispetto a quelli del sud. Un’idea generale di quanto questo comportamento sia diffuso a livello globale, ce la da’ l’immagine sottostante (WHO, 2012).

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È importante tenere in considerazione che il comportamento suicida non è mai la conseguenza di una singola causa o di un singolo fattore di stress, ma numerosi fattori biologici, psicologici e sociali intercorrono tra loro.

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"Mi ritiro..." - La triste realtà dei giovani Hikikomori

Dr.ssa Lucia Musci, Psicologa Psicoterapeuta Roma


(Kingston University, 2008)

Hikikomori” (letteralmente “mi ritiro”) è il termine utilizzato per la prima volta dallo psichiatra Tamaki Saito (direttore del Sofukai Sasaki Hospital di Tokyo) per indicare una particolare sindrome che colpisce l’1% della popolazione giapponese (circa un milione di ragazzi!) e che rappresenta oggi uno dei più importanti problemi sociosanitari del Giappone.

Gli “Hikikomori” sono ragazzi (la maggior parte di sesso maschile) che a un certo momento della loro vita, apparentemente senza un motivo ben preciso, decidono di auto recludersi nella loro stanza che da quel momento in poi diventerà inaccessibile alla famiglia. La volontaria reclusione può durare mesi o anni e si caratterizza per un’immersione nelle realtà virtuali di internet, tv digitale e videogiochi manga.
Questi eremiti tecnologici limitano così in modo assoluto i contatti con l’esterno, spesso ordinano pasti e ciò che serve loro via internet, ritirano poi furtivamente il vassoio con il cibo o la biancheria per il cambio, badando bene di evitare qualsiasi contatto visivo con i genitori.

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Centri Psico-Sociali (CPS) - Centri per la Salute Mentale

Dr.ssa Sara Dell'Aria Burani, Psicologa Psicoterapeuta a Milano

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Scarica elenco dei CPS:
- Milano
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Provincia di Milano


Che cosa sono?

I Centri Psico Sociali (C.P.S.) dipendono dalle Aziende Ospedaliere e fanno capo alle Unità Operative Psichiatriche per la prevenzione, la cura e la riabilitazione delle malattie mentali. Il C.P.S. è quindi la struttura deputata alle attività ambulatoriali psichiatriche e psicoterapeutico, le psicoterapie individuali, di gruppo e famigliari, le cure a domicilio, i programmi di riabilitazione individuale e di gruppo e gli interventi nelle situazioni di crisi. Il personale del C.P.S. si occupa inoltre del coordinamento e dell’attivazione di interventi domiciliari e sul territorio.

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Voice-out! Un progetto nelle scuole per combattere l'omofobia

Dr.ssa Lucia Musci, Psicologa Psicoterapeuta Roma

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È partito a metà novembre “Voice OUT!” del Progetto NISO (finanziato dalla Unione Europea, patrocinato dalla Provincia di Roma e che vede tra i partner l’Arcigay Roma).
Il progetto coinvolgerà gli studenti delle scuole di quattro Paesi europei (Belgio, Olanda, Estonia e Italia) nella simulazione di una vera e propria campagna elettorale contro le discriminazioni verso le persone gay, lesbiche e trans.

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